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Alcuni per il peccato s'innalzano e alcuni cadono per la virtù.

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05 Tra terra e cielo

Alcuni giovani, che Gabriele conosceva si erano nel frattempo avvicinati e salutarono con rispetto.

A quel punto Gabriele cambiando completamente tono rispetto a prima, chiese:

«Maestro, ho letto di te e ho meditato i tuoi insegnamenti. Tuttavia mi devi spiegare come tu possa essere qui oggi. Dovresti essere morto da almeno un secolo.»

Zarathustra rise divertito. I suoi occhi presero ad assumere una luce del tutto particolare, quasi ipnotica. La risata divenne un sorriso sereno, che i presenti definiscono con due aggettivi mistico e sovrannaturale.

«Io sono Zarathustra. Sono nato nel mondo. Mi sono affrancato delle mie origini e sono rinato nello spirito. Io scelgo quando e come apparire e chi mostrarmi. E passando di fronte a questo crocchio ho scelto di mostrarmi a voi. questo è ciò che ho scelto e questa scelta la reclamo.»

I ragazzi lo ascoltavano con attenzione.

«Io sono padrone del mio destino. Io sono un viaggiatore. Io parlo e la vostra anima freme riconoscendo antiche parole che evte già sentite in altre epoche, ma, oggi, le avete dimenticate. Io cerco di svegliare una voce che avete dentro di voi. Da troppo tempo il mondo l'ha resa muta. Ma ora ascoltando la mia, entra in vibrazione come un diapason. Risponde alla mia senza bisogno che pronunciate alcuna parola. Questa voce che si risveglia è la cosa più alta e degna che avete. Siete voi stessi. è la vostra anima. Solo tornando ad ascoltarla potreste ritrovare la pace nel cuore, il coraggio che vi appartiene, la speranza che vi è stata miseramente rubata fino ad oggi.

«Provate a mentalmente a ripetere con me. " Io amo! Io cerco! Io voglio! Io sono! Io posso!" Ripetetelo ogni giorno dieci, cento, mille volte. "Io amo! Io cerco! Io voglio! Io sono! Io posso!" Allora sarete capaci di aprire le porte allo spirito. E lo Spirito possa discernere e trovare un cammino verso di voi. "Io amo! Io cerco! Io voglio! Io sono! Io posso!"  Non si può cercare alcunché senza amare. Non si può volere senza aver cercato. Non si può essere senza aver formato la propria volontà.  Non si può fare se prima non si è e non si è pienamente coscienti di essere. "Io amo! Io cerco! Io voglio! Io sono! Io posso!" »

I ragazzi lo ascoltarono in religioso silenzio. Un piccoletto con i capelli rossi, in fondo al gruppo gli chiese:

«Hai dato una risposta magnifica, sicuramente affascinante e suggestiva. Tuttavia non hai risposto al cuore della domanda. come può un uomo vivere per secoli? Come può un uomo, che sappiamo essere vissuto nel passato, essere qui a parlarci oggi? »

 «Lo trovi strano? - rispose con aria di sfida - Mi fa certamente piacere. Un giorno potrai forse capire. Quando dico - io sono - non mi limito nel tempo. Il presente dura un attimo non fai in tempo a coglierlo, che è già passato. Questo è lo stato naturale degli esseri umani. Per la gran parte tuttavia esso si limita al passato e al futuro. In molti casi, solo al passato. Io invece ho compreso l'eterno presente. E questo stato mi permette di vivere in tutte le epoche e in ogni luogo. Tuttavia, per giungere q questo stato occorre comprendere che cosa sia il tempo e quale sia la natura del passato e del futuro. Io sono cresciuto in tempi molto lontani. Nella mia giovinezza ho sofferto la legge di rigore e di giustizia che mi era imposta dalla famiglia, dalla scuola e dalle istituzioni. Mi sono ribellato e ho lottato contro di essa, raggiungendo abissi inenarrabili. Proprio nell'abisso ho trovato la volontà di rialzarmi e di risalire. Questa volontà come un angelo ha diretto i miei atti, ha illuminato la mia Anima, ha sviluppato le forze latenti in me. La volontà è stata il mio unico maestro e la mia unica guida. Ogni volta che raggiungevo un obiettivo che mi era prefisso, non mi sentivo arrivato, ma scoprivo di aver raggiunto un nuovo punto di partenza verso una nuova meta.

«Guidato dalla mia volontà che mi era maestro e guida, lentamente la mia ragione si formava. Mi interrogavo. Studiavo il mondo e me stesso. Acquisivo coscienza del mondo che mi circondava  e di me stesso. Ho viaggiato tanto, prima con la fantasia verso i luoghi immaginari delle leggende e poi in giro per il mondo, sia in alberghi lussuosi che in sacco a pelo. Il viaggio è stato strumento indispensabile comprendere me stesso e scoprire le origini del mio essere. Penetrare l’origine del mio essere e salire verso Dio in uno slancio dell’Anima, allora la mia ragione taceva impotente e mi lasciava in balia delle mie congetture. Il viaggio assieme al continuo esercizio della volontà nella lettura e nel duro studio fu la principale occasione di maturazione personale.  

«Il viaggio e la capacità di cogliere la bellezza dell'universo sviluppò il mio amore verso ogni creatura. Un Amore quasi impulsivo che ha generato la mia personale capacità di cogliere la presenza ineffabile del divino in ogni cosa, nonostante le imperfezioni dello stato di realtà materiale.

«Questa strana formazione personale mi permise di sperimentare progressivamente le mie forze, i loro limiti, la loro sfera d'azione. Divenni in questo modo consapevole di me stesso, forte di questa consapevolezza, che significa da un lato la certezza dei miei diritti e doveri, ma dall'altro una spinta ineffabile ed inarrestabile verso la vita.

Mi liberai delle stupide infrastrutture morali e culturali, rimossi a me stesso i dogmi e anche le costrizioni che informavano la società in cui crescevo. Ho ucciso il dio esteriore della religione ufficiale, creato al solo fine di perpetrare una casta politica e sacerdotale e il suo potere. Ho tuttavia ritrovato l'essenza del divino nella sua cristallina purezza. Proprio per questo posso dire di essere divenuto un uomo libero, di essere divenuto padrone della mia vita. Da questo primo punto di partenza ho poi imparato tante altre cose. Tra cui quella di cui mi chiedi.»

I ragazzi lo ascoltavano in silenzio e con attenzione. 



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